Quante volte, facendo la spesa, ti sei soffermato a leggere un’etichetta senza essere del tutto sicuro di cosa significasse davvero? Le diciture “da consumarsi entro” e “preferibilmente entro” sono tra le più comuni, ma anche tra le più fraintese. Eppure, comprenderle correttamente può fare una grande differenza, sia per la sicurezza alimentare sia per evitare sprechi inutili.
In questo articolo facciamo chiarezza spiegando cosa indicano queste due espressioni.
“Da consumarsi entro”: una questione di sicurezza
Quando su un prodotto trovi la dicitura “da consumarsi entro”, non si tratta di un semplice consiglio, ma di una vera e propria indicazione di sicurezza. Questa formula è utilizzata per alimenti altamente deperibili, cioè quei prodotti che possono deteriorarsi rapidamente.
Ad esempio:
- Carne fresca
- Pesce
- Latte fresco
- Piatti pronti conservati in frigo
In questi alimenti, il tempo gioca un ruolo fondamentale, quindi una volta superata la data “da consumarsi entro”, il prodotto non dovrebbe essere consumato.
“Preferibilmente entro”: una questione di qualità
Diverso è il significato della dicitura “preferibilmente entro”, che riguarda non tanto la sicurezza quanto la qualità del prodotto. In questo caso, infatti, la data indica il periodo entro il quale l’alimento conserva al meglio le sue caratteristiche organolettiche, come sapore, profumo e consistenza.
Superata questa scadenza, il prodotto non diventa improvvisamente dannoso, ma potrebbe risultare meno fragrante, meno saporito o leggermente diverso nella texture. È una dicitura che si trova comunemente su:
- Pasta
- Riso
- Biscotti
- Conserve o alimenti surgelati
Sapere questo è fondamentale per evitare di buttare via cibo ancora perfettamente consumabile.
Quanto tempo dopo la scadenza si può mangiare un prodotto?
Nel caso del “da consumarsi entro”, non ci sono margini: la data va rispettata rigorosamente. Diversamente, quando si parla di “preferibilmente entro”, è possibile consumare il prodotto anche dopo la data indicata, purché siano state rispettate le corrette condizioni di conservazione e la confezione sia integra.
In molti casi, alimenti come pasta, riso o biscotti possono essere consumati anche settimane o mesi dopo, senza particolari rischi. Naturalmente, è sempre importante affidarsi anche al buon senso: osservare l’aspetto del prodotto, annusarlo e verificare che non ci siano alterazioni evidenti resta una buona abitudine.
Quali sono i cibi che si possono mangiare anche dopo la scadenza
Nella spesa di tutti i giorni esistono molti prodotti che, pur riportando una data “preferibilmente entro”, possono essere consumati anche successivamente senza problemi. Si tratta in genere di alimenti a lunga conservazione, come pasta, riso, legumi secchi o in scatola, biscotti e persino il cioccolato
Questi prodotti, se conservati correttamente, tendono a mantenersi stabili nel tempo. Magari perdono un po’ della loro fragranza o cambiano leggermente consistenza, ma non diventano pericolosi. È anche per questo che, nel linguaggio comune, vengono spesso definiti “prodotti che non scadono”, anche se in realtà hanno comunque un termine entro cui esprimono al meglio la loro qualità.
Anche i surgelati rientrano tra gli alimenti che possono durare a lungo, a patto che la catena del freddo non venga mai interrotta.
Come leggere correttamente l’etichetta al supermercato
Fare attenzione all’etichetta è il primo passo per una spesa più consapevole. Non si tratta solo di controllare una data, ma di capire cosa quella data rappresenta.
Distinguere tra una scadenza “vera” e un termine minimo di conservazione aiuta a fare scelte più informate anche al momento dell’acquisto. Ad esempio, se sai già che consumerai un prodotto in breve tempo, puoi scegliere quello con la data più vicina, contribuendo a ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera.
Allo stesso tempo, è importante considerare sempre lo stato della confezione e le indicazioni di conservazione: un alimento conservato male può deteriorarsi prima del previsto, indipendentemente dalla data riportata.
Ridurre gli sprechi senza rinunciare alla sicurezza
Capire davvero cosa significano “da consumarsi entro” e “preferibilmente entro” permette di evitare errori molto comuni, come buttare via cibo ancora buono o, al contrario, consumare alimenti che non dovrebbero più essere mangiati.
Con piccoli accorgimenti, come organizzare la dispensa in modo intelligente o congelare gli alimenti prima della scadenza, è possibile ridurre gli sprechi in modo significativo. In fondo, basta poco: un po’ di attenzione, qualche conoscenza in più e la capacità di leggere le etichette con maggiore consapevolezza.
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