PARTE DALLA SPESA LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE
PARTE DALLA SPESA LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE

PARTE DALLA SPESA LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE

Il 5 febbraio è la sesta Giornata nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare istituita dal ministero dell’Ambiente, un appuntamento cruciale per fare il punto sulla scarto intenzionale di prodotti commestibili che riguarda tanto l’Italia quanto buona parte del resto del mondo. La Fao ha più volte suonato il campanello d’allarme denunciando una situazione paradossale per l’alimentazione e l’agricoltura: a livello globale, ogni anno, più della metà della frutta e degli ortaggi prodotti vengono persi, mentre circa il 25% di tutta la carne prodotta, equivalente a 75 milioni di mucche, non viene consumata.

Molto è stato fatto, tanto ancora resta da fare per invertire il trend. Secondo il Food Sustainability Index ogni italiano butta nella spazzatura 37 chili di alimenti per un valore di 250 euro. Un dato triste ma comunque in netto miglioramento rispetto al passato (nel 2016 se ne buttavano 84 kg pro capite). Numeri positivi anche per quanto riguarda l’altro lato della medaglia, cioè la distribuzione: il Belpaese si distingue nella lotta alle perdite alimentari perché spreca solo il 2% del cibo prima di venderlo. A dirlo è la Fondazione Barilla Center for Food e Nutrition.

Le campagne di sensibilizzazione, come #LaSpesaPerTutti condotta da Todis insieme a #Chef Rubio a sostegno delle iniziative della Comunità di Sant’Egidio, ma anche come quella di Spreco Zero, hanno dunque prodotto un miglioramento tangibile. A darci un’idea più precisa del fenomeno è la ricerca “Diari di Famiglia dello spreco”, condotta su un campione di 400 famiglie e integrata con i dati della grande distribuzione e delle mense scolastiche.

Tra le mura domestiche scopriamo che il momento critico è la cena, quando si spreca il 150% più che a pranzo. Verdura, latte, latticini e prodotti da forno sono gli alimenti che con più facilità finiscono intatti tra i rifiuti. Solo nel 46% dei casi il cibo risulta andato a male, mentre il resto non viene consumato perché vicino alla data di scadenza o semplicemente perché non è più gradito.

Per ovvi motivi tra gli alimenti meno sprecati troviamo in testa i surgelati (solo il 2,5% di questi viene gettato), mentre il tallone d’Achille è rappresentato dai prodotti a breve scadenza. E a tal proposito può essere utile fare un breve ripasso sulle buone pratiche anti-spreco: il punto di partenza è la spesa intelligente, vale a dire mettere nel carrello solo ciò di cui si ha realmente bisogno. Una volta a casa, un utile accorgimento è disporre i cibi in in frigo in modo strategico, mettendo in bella vista quelli più vicini alla scadenza, ricordandosi che la dicitura “consumare preferibilmente entro” non deve necessariamente allarmarci se la data è appena passata e il prodotto risulta in ottimo stato.

Congelare il cibo fresco o gli avanzi prima che vadano a male è un’altra sana abitudine per scavalcare il passaggio in pattumiera. Infine largo all’inventiva, spesso e volentieri la frutta e la verdura dall’aspetto maturo possono essere ottime basi per dolci o zuppe per ogni stagione.

 

Articolo a cura di Paola Maruzzi

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