FOOD, QUANDO IL PACKAGING E' SOSTENIBILE PIACE DI PIU' - Todis
FOOD, QUANDO IL PACKAGING E’ SOSTENIBILE PIACE DI PIU’

FOOD, QUANDO IL PACKAGING E’ SOSTENIBILE PIACE DI PIU’

Gli imballaggi organici, in carta riciclata e le confezioni in bioplastiche iniziano a far timidamente capolino anche sugli scaffali dei supermercati italiani. Parliamo di un fenomeno ancora agli albori ma che non lascia indifferente il packaging dei prodotti alimentari. Diverse aziende, in particolare del settore BIO, hanno mutato “pelle” alle loro confezioni di cibo, riducendo o eliminando del tutto l’uso della plastica, accusata di contribuire in modo decisivo all’inquinamento del pianeta. Secondo l’Ocse, infatti, solo il 15% della plastica è riciclata, il 25% viene incenerita mentre il 60% finisce per disperdersi nell’ambiente, mari e oceani inclusi.

Seppure la strada sia ancora in salita fa ben sperare l’atteggiamento dei consumatori.
Secondo una recente ricerca, la generazione Z o post-Millennials (quella nata a cavallo tra il 1995 e il 2010), dà un valore maggiore alla sostenibilità e si mostra più propensa all’acquisto di brand trasparenti, che comunicano efficacemente il loro impegno attraverso le etichette dei prodotti.

Anche il 4° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile rivela che la sostenibilità viene percepita come un patrimonio comune in grado di influenzare le abitudini quotidiane. Sono quasi 38 milioni gli italiani appassionati e interessati al tema, ovvero il 74% della popolazione, cioè quasi 10 milioni in più rispetto al 2017. Coloro che mostrano il maggior interesse verso il tema hanno un’età compresa tra i 18-34 anni.

Il packaging è tra i primi a rispondere a questo nuovo scenario anche se, nel caso degli alimenti, non bisogna dimenticare di fare i conti con un altro aspetto: gli imballaggi sono determinanti per evitare la perdita del prodotto, sono in grado di allungarne la vita e, di conseguenza, di ridurre gli sprechi.
Sono tante le sfide per i futuri packaging designer, in bilico tra l’esigenza di attirare l’attenzione del consumatore e le nuove direttive europee che, entro 2030, puntano a dare l’addio a imballaggi che non siano riciclabili o riutilizzabili.

In questo clima non mancano interessanti alternative radicali, come Ekoplaza, il pionieristico supermercato lanciato in Olanda che ha eliminato totalmente la plastica dai suoi punti vendita. L’esperimento è piaciuto anche a Londra, dove ha da poco aperto Thornton Budgens, con un reparto alimentare plastic-free. Dopo il grande successo mediatico, i fondatori di Ekoplaza sono pronti a scommettere che le aziende della grande distribuzione si attivino presto per emulare il loro esperimento.

 

Articolo a cura di Paola Maruzzi

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