Bio in rosa: le mamme trainano la spesa salutista

Bio in rosa: le mamme trainano la spesa salutista

Se non scegli il bio, sei “out”: potrebbe suonare così il mantra dei consumatori che da diversi anni sta ridisegnando le abitudini degli italiani. L’agroalimentare traina il settore con un +6,5% nel primo semestre del 2018 (dati Ismea) contribuendo alla crescita di un volume d’affari pari a 3,5 miliardi di euro e che arriva a 5,6 con le esportazioni: oltre al cibo, nel carrello green salgono i prodotti cosmetici e per l’igiene della casa, con interessanti derive su nuovi segmenti, come i tessili e gli utensili da cucina.

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Il biologico non è più una nicchia ma un dato di fatto in evoluzione che lancia nuove sfide a produttori e trasformatori. Questo è quanto emerge dalla recente fotografia scattata dalla Fiera Sana di Bologna appena conclusasi. Basta guardasi intorno per capirlo: nelle città spuntano sempre più negozi specializzati, gli scaffali dei grandi supermercati e dei discount pullulano di confezioni con in bella vista la foglia verde europea.

Se nel 2017 mediamente nove famiglie su dieci hanno acquistato almeno un prodotto alimentare biologico, lo zoccolo duro dell’acquirente di cibo quasi 100% bio ha un profilo ben definito: è donna, ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni, ha un reddito medio-alto, vive nel Settentrione e nella quasi metà dei casi è mamma di bambini con meno di 12 anni. A tavola il divario dello Stivale si fa più marcato: virtuoso il Nord con il 60%, indietro il Sud con l’11%. Frutta, ortaggi e derivati dai cereali (pasta, riso, farine) sono i prodotti più amati dalle heavy-user bio, seguiti da latte e derivati. Prendono quota anche le carni fresche (che nel 2018 registrano un +16,5%) e i prodotti ittici (+16,7%) mentre i salumi sono l’unica categoria che subisce una battuta d’arresto.

Strettamente connesso al fenomeno del biologico è il cambio di passo dettato da uno stile di vita che punta molto sull’alimentazione salutista: si apre così l’ampio capitolo dei prodotti vegani e vegetariani, il cui consumo è quasi triplicato negli ultimi cinque anni anche grazie all’appeal che destano sugli “onnivori”.

Infine durante la spesa acquista peso un nuovo attore: l’etica. L’origine e la certificazione dei prodotti, alimentari e non solo, non sono più gli unici criteri a guidare la scelta dei consumatori: in base alle ultime indagini di mercato, per il successo di un prodotto biologico è fondamentale che il packaging sia ecologico, cioè a basso impatto ambientale e quindi facilmente riciclabile.