Alimentazione e prevenzione dei tumori: i cibi da preferire e quelli da evitare

Alimentazione e prevenzione dei tumori: i cibi da preferire e quelli da evitare

La relazione tra alimentazione e prevenzione dei tumori è cosa nota. Purtroppo, però, l’incidenza dei tumori purtroppo è notevolmente aumentata negli ultimi anni: dal 1980 al 2000 c’è stato un raddoppio dei casi e le previsioni per il 2030 non sono rassicuranti. Dobbiamo cominciare a chiederci, allora, cosa sia successo in questo lasso di tempo e perché. Sicuramente la genetica non è cambiata in così pochi anni, i geni sono quelli di sempre. Quello che è cambiato è l’ambiente e, dunque, cosa è in grado di impattare su quest’ultimo in maniera così determinante?

 

Ciò che viene sempre più a mancare è la presenza di alimenti in grado di aumentare la nostra vitalità. In verità non ci alimentiamo soltanto di carboidrati, proteine, grassi, vitamine, minerali, oligoelementi, ma anche di fito-molecole e soprattutto di luce e fotoni. Quindi, assorbiamo questa luce solare non solo attraverso la pelle con la produzione della vitamina D,  ma anche attraverso gli occhi (quindi attenzione a non portare sempre gli occhiali scuri altrimenti chiudiamo una porta d’ingresso di fotoni, quindi di particelle solari di energia). Ma l’altro modo d’assorbire energia solare è attraverso il cibo: frutta e verdura condensano la luce solare in una molecola di glucosio. E come lo fanno? Attraverso la fotosintesi clorofilliana. Questo è un procedimento per cui la pianta prende anidride carbonica (un nostro prodotto di scarto) e acqua e grazie alla energia di luce solare avviene una reazione chimica in cui parte di questa energia, di questi fotoni, viene condensata nella molecola di glucosio. Poi la pianta la modificherà a formare proteine e grassi, il risultato è la nutrizione per come la conosciamo noi. Quindi non dimentichiamo che quando mangiamo frutta e verdura fresca che ha preso la luce del sole, quindi non cresciuta in serra, quello che facciamo è nutrirci di energia solare: il primo elemento indispensabile per la vita del nostro pianeta.

 

Molte persone con una diagnosi di tumore si sentono dire che possono mangiare quello che vogliono. Ma numerose evidenze scientifiche dimostrano che, in verità, quello che mangiamo può fare la differenza fra salute e malattia e che potremmo addirittura prevenire due terzi di tutti i tumori mangiando correttamente, evitando l’inattività fisica e astenendoci dal fumo. Un’alimentazione corretta, ricca in vitamine, minerali e antiossidanti, può proteggere le nostre cellule dai contaminanti ambientali e aiutarci a smaltire meglio  le sostanze cancerogene.

 

Cerchiamo di capire, allora, quali sono i cibi alleati della prevenzione:

Crucifere (cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, broccolo, broccoletti, rape, ravanello, rafano, senape e rucola) ad esempio, sono ricche in una classe particolare di fotomolecole chiamate glucosinolati, che conferiscono il tipico sapore pungente-amaro. I glucosinolati aumentano la capacità del fegato di eliminare sostanze tossiche e pro-ossidanti. In dosi elevate, inoltre, bloccano la crescita e causano la morte delle cellule tumorali.

 

Noci e frutta oleosa in genere (mandorle, nocciole, pistacchi, pinoli, anacardi, noci brasiliane, macadamia, ecc.) ricche di importanti nutrienti quali i grassi poli-insaturi, la fibra, i fitosteroli, oltre a minerali, vitamine e polifenoli antiossidanti. Nell’insieme, chi consuma frutta secca oleosa tutti i giorni ha il 20 % in meno di probabilità di morire, rispetto a chi non ne consuma affatto. Purché non siano tostate, in modo tale che gli acidi grassi essenziali si mantengano inalterati.

 

Il pesce che con i suoi omega-3, iodio e fosforo aiuta a sviluppare il cervello e mantenerlo in salute. Non a caso, tutti i popoli più longevi al mondo consumano grandi quantità di pesce. In cima alla lista per longevità figurano i giapponesi e gli islandesi.

 

Tè verde, ricco in  catechine, potenti antiossidanti in grado di migliorare la salute del sistema immunitario e proteggere dal rischio di alcuni tumori, incluso quello al seno.

Curcuma, i cui polifenoli inibiscono la crescita di numerosi tipi di tumore, spengono l’infiammazione, spingono a morte le cellule tumorali e inibiscono la formazione di nitrosamine e aflatossine, composti ad azione cancerogena.

 

Molti alimenti vegetali, fra cui i semi di zucca, i frutti rossi, l’uva, la camomilla, il prezzemolo, l’olio d’oliva spremuto a freddo, contengono inibitori dell’aromatasi, in grado di ridurre la produzione nel corpo di estrogeni; sono pertanto molto vantaggiosi in chi ha avuto una storia di tumore al seno.

 

Tra i cibi da evitare o da consumare con moderazione ritroviamo:

Zucchero raffinato, in grado di stimolare l’insulina e altri ormoni che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Altri potenti induttori dell’insulina sono le farine raffinate, che andrebbero sostituite con quelle integrali.

 

Carne, non solo quella rossa poiché spesso la bianca può essere peggiore, specie se proviene da allevamenti intensivi che utilizzano antibiotici e ormoni o se viene cotta ad alte temperature. Nella carne cotta ad alte temperature, si trovano fino a 17 diversi tipi di ammine con documentata azione cancerogena; per cui cerchiamo di utilizzarla con moderazione!

 

Latte, il quale ha un alto indice insulinemico, ovvero stimola quell’ormone -l’insulina- che nelle diete antitumorali dobbiamo cercare di frenare in quanto ha un effetto anabolico, ovvero di crescita. Un’ulteriore problema è che il latte ha la capacità di concentrare le tossine che l’animale riceve, prime fra tutte i pesticidi, abbondantissimi nel mangime a base di soia e mais geneticamente modificato dato agli animali per stimolarne abnormemente la crescita e la produzione di latte.  Il latte vaccino può essere sostituito con quello vegetale, con l’eccezione di quello di soia, troppo ricco in proteine e fitoestrogeni e dunque controindicato, specie per le donne che hanno avuto un tumore al seno.

 

Cosa fare dunque per evitare l’insorgenza dei tumori? Il mio consiglio?
Seguire le regole base di un’alimentazione sana che preveda una dieta fondata sul consumo di cibi vegetali minimamente processati (cereali integrali in chicchi, legumi, frutta, verdura e frutta secca oleosa) e la riduzione del consumo di cibi ricchi in zuccheri, farine raffinate e oli vegetali trasformati a livello industriale e carni soprattutto conservate.

 

Inoltre, un aspetto molto importante che sta venendo alla luce nelle ultime ricerche e che voglio sottolineare è l’ importanza del rispetto dei ritmi circadiani. Gli esseri umani, in quanto predatori diurni, si sono evoluti rispettando i ritmi di luce e oscurità, predando di giorno e riposando di notte. Il sistema nervoso e le funzioni cellulari sono programmate per funzionare in accordo con i ritmi dettati dall’esposizione alla luce e all’oscurità per cui di giorno prevalgono le funzioni digestivo-metaboliche e di notte quelle riparativo-rigeneranti. Per cui quando la cellula è impegnata nella riparazione e rigenerazione non bisogna distrarla con il cibo!

Riferimenti
“Il cibo dell’uomo” di Franco Berrino. Franco Angeli editore
“La dieta non dieta” di Debora Rasio. Ed. Mondadori
“The Chyna Study” T. Colin Campbell and Thomas M Campbell. Macro Edizioni

Dott.ssa Veronica Fatigati
Biologa Nutrizionista
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